lunedì 20 maggio 2013

AMARSI MANGIANDO

Parlare di cibo e di alimentazione ormai è all'ordine del giorno. Accendiamo la televisione e siamo bersagliati da una moltitudine di persone, adeguate ma anche molte volte improvvisate, che cucinano, parlano di  proprietà dei cibi, suggeriscono infinite ricette e consigli su come alimentarsi. 
Stessa cosa sui giornali, attraverso articoli e pubblicità, vengono proposte diete di tutti i generi, talvolta da professionisti, ma troppo frequentemente da "illusionisti".
Infatti definisco cosi' tutti coloro che promettono risultati veloci, vie superficiali che non tengono conto della complessità del rapporto con il cibo, del suo coinvolgimento a livello emotivo, della stretta connessione con l'autostima che ognuno ha di sè, proponendo regimi alimentari che con il benessere psicofisico non hanno nulla a che vedere, anzi il più delle volte portano a squilibri fisici, energetici ed emotivi. Ecco perchè non possiamo parlare di cibo, se prima non approfondiamo che cosa rappresenta il nutrimento per l'essere umano.

 L'ingestione del cibo e' la prima esperienza dell'uomo, il primo linguaggio non verbale utilizzato dal neonato per porsi in relazione con la madre o con il mondo che lo circonda.
Quando il bambino nasce non distingue altre sensazioni da quelle di malessere o di benessere.
Se sta male piange, e la prima cosa che la mamma fa e' placarlo:  attaccandolo al seno, o al biberon, oppure consolandolo con il ciuccio. 
Immediatamente il bimbo si quieta e attraverso la bocca si sente 
nutrito, considerato, compreso e coccolato!

Questo è il punto di partenza su cui dobbiamo soffermarci !
                                    
Il nutrimento avviene attraverso la bocca che e' una zona erogena, poichè ospita terminazioni nervose che permettono di provare piacere.Quindi si instaura un legame stretto tra cibo- piacere- amore, un'equazione che rimane fissata nella nostra memoria limbica, cioe' in quella parte di cervello dove risiedono i ricordi, le emozioni, i traumi, gli affetti.
Ogni cibo ingerito viene assimilato dall'organismo e finisce tramite la via metabolica per diventare parte integrante del sangue, che a livello simbolico rappresenta le nostre "Emozioni".
Sento fortemente la necessità di partire da questo per far capire a tutti coloro che vogliono approfondire questo argomento cosa significa Educazione Alimentare.
 Non e' corretto affrontare la cosa parlando solo di calorie, di associazioni alimentari, di tipologie di cibi, ma anche spiegare come sia importante nutrirsi tenendo conto dell'informazione emotiva che ci trasmettiamo mangiando.


Frequentemente le persone che si rivolgono a me la prima volta
lamentando disturbi digestivi, raccontano di mangiare molto velocemente, magari parlando di lavoro, o peggio ancora guardando il telegiornale, contenitore devastante di fatti di cronaca nera.
Studi di ricercatori americani  hanno riportato statistiche interessanti  riguardo alti tassi di patologie digestive correlate a pasti fatti discutendo o assimilando informazioni negative, magari in compagnia di interlocutori che non si "digeriscono", parlando al cellulare, ingozzandosi frettolosamente.....
...E allora tutti corrono al riparo... ma come?
Scegliendo la via più facile: utilizzando farmaci su farmaci, digestivi, antiacidi, insomma mettendo la toppa sul buco della ruota senza fermarsi a riflettere, a chiedersi cosa c'è che non va,  e soprattutto senza avere la voglia di cambiare la strada accidentata che si sta percorrendo! 
Ci si limita a giustificarsi con mille scuse:  non posso, non riesco, non ho tempo... cose che in realtà non sono altro che alibi inconsci, perchè  non siamo abituati ad ascoltarci, a considerarci e a comprenderci.
                                  Il primo passo importante è quello di capire che noi siamo 
                                                    "Nutrizionisti di noi stessi"

Questo non significa improvvisare diete fai- da- te, eliminare cibi, abbassare le calorie di ciò che mangiamo, creandoci oltretutto scompensi energetici pericolosi.. Per tutto questo ci sono gli esperti che a livello chimico-fisico ci possono consigliare e guidare. 
Ma noi dobbiamo metterci la nostra parte seguendo modalità corretteprendendoci i tempi giustiscegliendo ciò che va bene per noialtrimenti nulla di ciò che è solamente pragmatico funziona.
Nessuna dieta può essere uguale per tutti, perchè ognuno di noi è unico, inimitabile, con esigenze e abitudini di vita differenti, con gusti personali, tutti elementi che vanno considerati con molta attenzione.

                                     Seguire uno stile di vita alimentare personalizzato è 
                                                    come indossare un abito su misura


Calza a pennello , ci Corrisponde, diventa una Seconda Pelle.
Quando ci si affida a protocolli standard che non tengono conto di tutta la sfera che circonda la persona fatta di stati d'animo, di sensazioni, di situazioni lavorative e di contesti familiari ed economici,qualsiasi dieta fallisce!



La Mente Intuitiva è un Dono Sacro, la Mente Razionale è il suo Fedele Servo. 
Abbiamo costruito una Società che onora il Servo e dimentica il Dono .
(A. Einstein)
Il compito dell'Istinto è quello di individuare i nostri bisogni,  quello del Razionale di soddisfarli e il nostro Benessere nasce tra il perfetto equilibrio 
tra la parte Istintiva e quella Razionale.
Il segreto e' quello di imparare a portare lo sguardo dentro di noi, osservandoci ed ascoltandoci senza giudizio, prendendo atto di ciò che percepiamo nelle varie situazioni, iniziando proprio dai piccoli gesti quotidiani, dalle azioni minime, già da quando prendiamo il caffè al mattino, coinvolgendo i nostri cinque sensi.
Se provate a seguire le mie indicazioni vedrete che
 sarà più semplice e fattibile di quanto non pensiate: 

PICCOLO VADEMECUM DI 
UN CORRETTO STILE DI VITA ALIMENTARE

1) Stimolare il primo organo coinvolto nella digestione: l'occhio... Come?
Osservando e scegliendo alimenti che ci piacciono già da subito visivamente per la loro forma e colore.Infatti la stimolazione visiva produce un messaggio che attraverso il cervello provoca una salivazione intensa ricca di Ptialina, importante enzima digestivo, quella famosa "Acquolina in Bocca, che ci permette di gustare e metabolizzare ciò che mangiamo con piacevolezza.




2) Mangiare seduti, preparando con cura il nostro coperto, prendendoci i tempi necessari. Meglio da soli, piuttosto che in situazioni o con persone che ci disturbano, proprio per riuscire ad essere presenti con noi stessi e concentrati sulle sensazioni di piacevolezza che si attivano nutrendoci, percependo con intensità ciò che stiamo vivendo in quel momento.
3) Imparare ad annusare il cibo prima di metterlo in bocca. L'olfatto porta una stimolazione diretta all'ipotalamo portandoci sensazioni intense a livello emotivo.

4) Assaporare il cibo , allenando il gusto alla percezione dei sapori, stimolando la lingua, ricchissima di terminazioni nervose che producono endorfine ovvero ormoni del piacere.

5) Masticare lentamente, cercando di percepire la consistenza del cibo, un vero e proprio esercizio di "Pasto Rallentato," una sorta di Meditazione, che impegnandoci a vivere l'attimo del pasto allontana la mente da pensieri e preoccupazioni.


6) Allietare l'udito ascoltando musiche gradevoli o intrattenendoci in piacevoli conversazioni, cercando di non lasciare che informazioni sgradevoli vibrino nelle nostre orecchie trasmettendoci ansie e apprensioni.Possibilmente in condivisione con le persone che amiamo o con le quali stiamo bene.


7) Toccare se possibile il cibo con le mani per raggiungere con la stimolazione tattile la consapevolezza di ciò che stiamo andando ad ingerire.


8) Adottare l'abitudine di fare due spuntini quotidiani a metà mattino e a metà pomeriggio, non solo perche' previsti nelle varie diete, ma perchè è un modo per staccare qualche minuto la spina, prendendoci cura di noi, portando così l'attenzione sulle nostre esigenze più profonde.
Ma non solo, tutto questo ci porta a ricordarci di noi al mattino quando usciamo di casa per andare a lavorare,impegnandoci a preparare la nostra merenda da portare via...così come faceva la mamma quando ci metteva la merenda in cartella...
...che coccola!


9) Compiere un rito antico di grande benessere come ad esempio quello di preparare e bere una tisana dopo cena..

...utilissimo momento d'amore e di unione familiare, che ci ricollega alla natura, una linfa che con piacevolezza ci distende e rilassa permettendoci di trascorrere una notte serena.
In questo modo l'apparato endocrino lavora al meglio, e secerne melatonina, ormone utile tra l'altro all'equilibrio del nostro sistema metabolico.
 Ricordiamoci che se non si dorme di notte il nostro bioritmo rimane alterato e anche dimagrire diventa difficileLa  Natura ha nei suoi ritmi quello diurno e quello notturno.
Il giorno è fatto per agire, muoversi attivare tutto il nostro sistema biologico.La notte serve a mettere tutto a riposo, per fare si che anche il cervello si rilassi , la mente razionale si sopisca e lasci spazio al nostro inconscio, proprio come nella nostra vita embrionale quando nel silenzio e nel buio avviene la 
                                                              "Trasformazione!"


Questi sono semplicemente piccoli suggerimenti, accessibili a tutti, per comprendere quanto sia importante
partire sempre da se', considerarsi, amarsi, tenere conto di ciò che ci necessita tutti i giorni,
nelle piccole e nelle grandi cose ricordandoci sempre che:

"...Anche il più lungo e difficile viaggio 
inizia sempre da un piccolo passo..."
(Lao Tse)

Dopo avervi raccontato come seguire un corretto comportamento alimentare nel mio prossimo post vi parlero' dei "Cibi della Bellezza" ...... vi aspetto!!!!